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Progetto "La ri-vincita delle donne" - Le Buone Pratiche ONLUS

"La ri-vincita delle donne"

Il gioco d’azzardo patologico (GAP) è un fenomeno in costante crescita nella nostra regione e, come la dipendenza da sostanze psicoattive, ha effetti invalidanti sulla psiche e sulle relazioni sociali.

Sempre più spesso oggi si sente però parlare di “azzardo in rosa”, un termine coniato per indicare un maggiore coinvolgimento delle donne nel gioco. Se prima infatti le donne erano vittime innocenti di mariti giocatori, oggi un’ampia fetta della popolazione femminile presenta gravi problemi di dipendenza.

Le motivazioni che spingono al gioco differiscono in maniera importante tra i due sessi: mentre gli uomini trovano nel gioco alti livelli di adrenalina, le donne sembrano invece attratte dalla capacità di estraniarsi da stati emotivi spiacevoli come la noia, lo stress, l’ansia o i sentimenti depressivi legati all’isolamento sociale.

Il progetto “La ri-vincita delle donne“, promosso dall’Associazione ALT, si propone di aiutare le donne a contrastare la dipendenza dal gioco rendendole protagoniste della loro vita attraverso attività artistiche e ludico-ricreative con le quali possano superare le proprie vergogne e paure ed avviarsi verso un percorso di uscita dalla dipendenza.

Il progetto è realizzato in collaborazione con la Struttura Complessa Dipendenze Comportamentali e da Sostanze legali dell’ASUGI (https://asugi.sanita.fvg.it/), l’Associazione Sklad Mitja Cuk (https://www.skladmitjacuk.org/) e l’Associazione Le Buone Pratiche Onlus.

L’obiettivo è anche formare e informare, attraverso le azioni progettuali, non solo la popolazione femminile ma anche i giovani (pre-adolescenti ed adolescenti), con attività mirate alla diffusione delle buone pratiche di vita. Per questi motivi il progetto intende coprire più ambiti in una proposta di sensibilizzazione e coinvolgimento in attività che aumentino i fattori di protezione contro la dipendenza dal GAP e che siano diversificate per i target di età e identità di genere, quindi donne, particolarmente fragili.

La prima fase del progetto, svolta in collaborazione con il Dipartimento delle Dipendenze, prevede la costituzione di un gruppo di donne con tre caratteristiche principali:

  • familiari di giocatori e/ o soggetti dipendenti (alcool e sostanze legali e illegali) che sono già in contatto con i servizi e le associazioni in rete;
  • donne già in carico ai servizi;
  • donne che desideriamo sensibilizzare attraverso attività territoriali, ricorrendo alle Microaree periferiche, ai distretti, ai ricreatori e ad Enti del Terzo Settore coinvolti a vario titolo nella problematica.

Questo donne saranno accompagnate insieme ai loro familiari, anche minori, in percorsi volti al miglioramento delle relazioni intra-familiari e sociali.

Alla formazione del gruppo seguirà la presa in carico dei casi problematici al fine di trattare, con varie modalità, gli aspetti psicofisici correlati.

Il progetto propone nello specifico le seguenti attività:

  • Incontri di esperienza psico-corporea attraverso il metodo “Corpo e coscienza” di Georges Courchinoux, tenuto dalla Dott.ssa Claudia Milievich, psichiatra responsabile del CPS (Centro di Promozione alla Salute). Tale metodo integra le conoscenze e le pratiche sul piano muscolo scheletrico ma anche emozionale ed energetico, con l’obiettivo di equilibrare la persona nella sua globalità, promuovendone l’evoluzione;
  • Laboratorio di scrittura creativa all’interno della redazione del giornale “Volere e volare”, con la presenza della Dott.ssa Roberta Sulčič psicologa e psicoterapeuta. La scrittura permette di riordinare il proprio vissuto, riscrivendo la propria storia con uno sguardo nuovo e con nuove prospettive;
  • Laboratorio di fotografia, tenuto dalla fotografa Rajini Poselli e dalla psicologa Gianna Uxa. La fotografia diventa uno strumento per guardarsi e per osservare punti di vista diversi della propria figura umana.
  • Laboratorio teatrale con l’educatore Matteo Verdiani. Il teatro rappresenta il disagio mediante la narrazione di testi scritti in prima persona da donne che vogliano raccontare la propria esperienza. A partire dalla narrazione, le spettatrici saranno in grado di riconoscere il dolore nato in adolescenza, a seguito di un abbandono o di un bruciante fallimento, riportando alla memoria quelle vicende.

Una ampia parte del progetto è inoltre dedicata alla formazione dei giovani per fare prevenzione educandoli al pensiero positivo attraverso il gioco sano e la musica e potenziandone le capacità personali. A tale scopo verrà organizzato un evento, a cura dell’Associazione Le Buone Pratiche Onlus, in cui lo psicologo Alberto Pellai parlerà del legame tra musica ed emozioni e di come alcune canzoni possano aiutare a comprendere ed affrontare le sfide della vita.

L’obiettivo finale del progetto è dunque sperimentare azioni innovative, esportabili anche in altre realtà, che, integrate con il contesto ambientale, possano scardinare i comportamenti disfunzionali alla base del gioco patologico.

Launch Project

"La ri-vincita delle donne"

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